Chi sono

Alexis Bétemps è nato ufficialmente ad Aosta il 26 agosto 1944. In realtà, è nato a Saint-Christophe, nella stessa casa dove abita ancora. Sotto il fascismo Saint-Christophe era stato unito ad Aosta e ridiventerà comune dopo la seconda guerra mondiale.

Alexis Bétemps - foto del 12 luglio 2014 di Claudine Remacle.
Alexis Bétemps – foto del 12 luglio 2014 di Claudine Remacle.

Dopo le scuole medie, si iscrive all’Istituto magistrale « Maria Adelaide » di Aosta. A diciotto anni, è maestro e si iscrive all’università, facoltà di Lingue e, durante tutto il corso dei suoi studi, insegna come supplente alla scuola media di Verrès prima, poi di Châtillon.

Nel 1969, ottiene la laurea in lingue e letteratura straniera all’Università “Luigi Bocconi” di Milano.

Nel 1970, segue dei corsi di fonetica e fonologia all’Institut de Linguistique dell’Università di Mons (Belgio) dove ottiene un dottorato in didattica delle lingue. Ha collaborato dal 1964 (a vent’anni) fino al 1997, al Peuple Valdôtain, settimanale dell’Union Valdôtaine.

Collabora anche a diverse riviste valdostane, tra le quali  “Le Flambeau”  con degli articoli sui problemi linguistici ed etnografici.

Insegnante di ruolo nelle scuole medie, si impegna attivamente nel Sindacato SAVT (Syndicat Autonome Valdôtain des travailleurs) come segretario della sezione scuola.

Nel 1979, è eletto presidente del Centre d’Etudes Francoprovençales di Saint-Nicolas, carica che conserva per trent’anni fino al 2010. Intraprende così a tempo pieno un lavoro di organizzazione, d’animazione e di ricerca nei campi della dialettologia e dell’etnologia alpina.

Nel 1980, è eletto Presidente dell’Associazione Valdostane degli Archivi Sonori (AVAS) della quale è stato l’ispiratore e uno dei fondatori. Conserverà la carica fino al 1984.

Dal 1978 al 1983, è redattore capo della rivista “Union Valdôtaine” (poi Revue Valdôtaine). È anche membro del Comitato di redazione del Monde Alpin et Rhodanien, revue du Musée Dauphinois de Grenoble e collabora con riviste francese, svizzere e italiane. Dirige e in parte redige, dal suo inizio (1980), il Bollettino bimestrale del Centre d’Etudes francoprovençales.

Nel 1985, è eletto Presidente dell’Union Valdôtaine, carica che detiene fino al 1997.

Dal 1986 al 1997, è il primo Direttore del B.R.E.L. (Bureau Régional pour l’Ethnologie et la Linguistique).

Nel 1997, è nominato Coordinatore alla Cultura poi, l’anno seguente, Direttore della Gestione dei Beni Culturali.

Ha insegnato al Centro di Alta Formazione dell’Università della Valle d’Aosta dove ha tenuto dei corsi di Storia delle tradizioni popolari dal 1999 al 2002.

È stato membro della commissione scientifica per il restauro del Forte di Bard (2000).

In pensione dal maggio 2000, continua la sua collaborazione con istituzioni culturali, periodici e pubblica amministrazione sui temi legati alla dialettologia e all’etnografia alpina.

Collaborazione con il BREL  e l’Assessorato all’Educazione e alla Cultura: Suite au féminin (2001), Carnaval (2002), Eau quotidien (2003), Paysage à croquer (2004-2005), Ufficializzazione della toponomastica (dall’istituzione della commissione). Ricerca toponomastica (dall’inizio); Commissione Regionale per lo studio dell’ambiente (2008) ; Commissione per il Guichet Linguistique (2007), Civilisation Valdôtaine (2008), aux Racines du goût (2009) ; projet ECHI (Ethnologie Confédération Helvétique /Italie) sulle feste nell’arco alpino.

Membro del Comitato scientifico de La Maison des Anciens Remèdes (Jovençan).

Assessorato dell’Agricultura. Commissione agriturismo (2002), Marché au fort (2004).

Fin Bard (2001- 2009) : recupero del Forte di Bard ; preparazione delle mostre del Forte.

Don Bosco : corso sulle tradizioni ed il turismo (2004).

Biblioteca di Saint-Christophe: Direttore del Bollettino di Saint-Christophe.

Nel 2006, con Lidia Philippot, scrive Merveilles dans la vallée, che riceverà il premio Seignolles per l’etnologia. Nel 2011 riceve il premio « Mario Rigoni Stern » per la letteratura plurilingue nelle Alpi » per il suo libro La vie quotidienne dans les alpages valdôtains . Nel 2013, Erbario è segnalato al premio Rigoni Stern. Questi due ultimi libri hanno ricevuto numerosi riconoscimenti: quello del salone del libro di montagna di  Passy, Leggimontagna (entrambi), Premio Itas, premio CIA Bellati, Premio Comboscuro (il libro sugli alpeggi).

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